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M9 il nuovo Museo Multimediale a Mestre Venezia

Immergetevi in un’esperienza multimediale per percorrere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.

La Fondazione di Venezia regala alla città, al paese, al mondo un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo.
Un museo simile mancava, sinora, all’Italia.
Nell’ideare e realizzare il Museo del Novecento (M9), la Fondazione di Venezia ha inteso colmare questa lacuna, creando un luogo nel quale gli italiani possono non solo riscoprire da dove vengono ma anche capire che il passato, ricco ma contraddittorio, apre alla costruzione del futuro.
Il Novecento è stato anche per l’Italia, e forse più che per altri paesi, il secolo delle massime contraddizioni: miglioramenti rapidissimi e prima impensabili nelle condizioni di vita e nel benessere della popolazione sono avvenuti accanto a immani tragedie consumate nelle guerre più distruttive che la storia ricordi e in crisi economiche anch’esse senza precedenti. Sviluppi e distruzioni che hanno profondamente mutato le condizioni di vita, le abitudini, la cultura del nostro paese, ben oltre la soglia del ventunesimo secolo.

 

Testo tratto dal sito Museo M9

GIOIELLI NASCOSTI DI VENEZIA

Scala Contarini del Bovolo :  la Scala a chiocciola più imponente ed originale di Venezia

Nella sua lunga esistenza il Palazzo, le cui vicende attraversano cinque secoli di storia veneziana, ha conosciuto diversi proprietari.
Verso la fine del Quattrocento il Palazzo si arricchisce di una “bizzarra e leggiadra” scala a chiocciola (in veneziano “bovolo”, da qui l’appellativo) voluta da Pietro Contarini.
Approfonditi studi stilistici sono concordi nell’attribuire il progetto della Scala del Bovolo a un artigiano locale individuato nel veneziano Giovanni Candi e agli stessi anni si possono datare anche i lavori di trasformazione che interessarono il cortile interno con l’apertura di logge.
Questo insieme di interventi sono la testimonianza del lento diffondersi in Laguna di un più spiccato gusto rinascimentale, “innestato” in città per il tramite di artisti e maestranze toscane approdate a Venezia. La sequenza di logge sovrapposte risolve l’elemento di raccordo fra la torre e l’adiacente palazzo che si sviluppa su quattro piani – oltre al piano terreno – ed è il risultato della fusione di due corpi edilizi: un blocco trapezoidale costruito attorno a una corte centrale (il nucleo più antico), cui venne aggregato un corpo a pianta rettangolare.
Sia all’interno, che all’esterno del fabbricato, sono ancora rilevabili i caratteri gotici più antichi: sulla facciata rivolta verso San Marco si conservano lacerti di una ricca decorazione con motivi floreali e brillanti colori, a cui successivamente la monumentale scala si è venuta ad accostare.
La facciata principale sul rio di San Luca conserva quasi integralmente la sua originale sembianza tardo-gotica.

 

Testo tratto dal sito ufficiale

29 OTTOBRE 2018 ECCEZIONALE ACQUA ALTA A VENEZIA

Il livello massimo è stato raggiunto intorno alle 15 del 29 ottobre, poco al di sotto dei 160 centimetri previsti poi la marea ha iniziato lentamente a scendere.
Il prossimo picco di 140 centimetri previsto per l’una di notte.
L’acqua alta ha cominciato a creare disagi già dalle prime ore della mattinata di lunedì.
A San Marco non sono servite nemmeno le passerelle ad agevolare il transito: poco dopo le 13, infatti, gli agenti della polizia locale hanno cominciato a bloccarne l’accesso, perché il livello dell’acqua era troppo alto ,l’unico modo per passare solo con stivaloni  ai piedi e in alcuni punti, non è stato possibile neanche questo.
Pochi minuti prima delle 15 il Centro maree del Comune ha registrato 156 centimetri a Punta della Salute e 142 a Diga Lido. Toccati i 144 a Burano e 138 a Chioggia.“
È stata la quarta marea eccezionale più alta di sempre.
Il livello massimo mai raggiunto a partire dal 1923 è stato nel 1966 con la storica “aqua granda” del 4 novembre, quando il livello toccò i 194 centimetri.
Tredici anni dopo, il 22 dicembre 1979, si registrò il dato di 166 centimetri. Seguono i 158 centimetri del 1° febbraio 1986, e adesso i 156 di questo 29 ottobre 2018, pari con quelli del 1° dicembre 2008.“

La Frittella : il dolce del Carnevale di Venezia !

A carnevale le pasticcerie di Venezia   preparano  le “frìtole” ovvero le frittelle, dolce immancabile del Carnevale veneziano!
Anticamente le frìtole erano un vero e proprio street food: venivano preparate in esclusiva dai “fritoleri”, che le vendevano per strada.
I fritoleri, un mestiere tramandato da padre in figlio sin dal ‘600, sono scomparsi dalle calli solo a fine ‘800.
La loro ricetta segreta prevedeva farina, uova, zucchero, uvetta e pinoli, che impastavano su grandi tavoli in legno, per poi friggere il composto ottenuto.
Una volta cotte, le frìtole venivano cosparse di zucchero e sistemate su grandi piatti, pronte per essere consumate dai passanti.

Programma del Carnevale 2018  dal 27 gennaio al 04 febbraio 

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Villa La Rotonda di Vicenza di Andrea Palladio

“Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza” (J. W. Goethe, scrivendo della visita a La Rotonda)

La Rotonda non è una villa. E’ qualcosa di più.

Nei secoli è stata visitata da poeti ed artisti, regnanti e uomini di stato, studiosi e amanti dell’arte, viaggiatori e turisti. A tutti La Rotonda ha donato un’emozione indimenticabile, quel senso di armonia e grazia a cui si risponde con un sorriso, con un silenzio.

Dopo 500 anni, La Rotonda oggi è sempre un luogo di pura bellezza che vi aspetta per trasmettere ispirazione, cultura, gioia.

La Rotonda, icona di riferimento dell’intera opera di Andrea Palladio , viene presentata al lettore con questa descrizione nel secondo libro dei “Quattro Libri dell’Architettura” .
Un testo breve e chiaro dichiara tutta la luminosità del progetto, frutto perfetto di una lunga maturazione interiore.

L’occasione per realizzare quest’opera è fornita da un committente non comune, Paolo Almerico (Vicenza 1514 – 1589), ecclesiastico vicentino ma soprattutto uomo educato nei più raffinati ambiti culturali del ‘500, poeta e amante delle lettere, deciso a farsi costruire una dimora alla porte di Vicenza dove ritirarsi alla conclusione della carriera presso la corte papale di Pio III° e Pio V° a Roma.

I lavori iniziano intorno al 1567 e vengono completati rapidamente, perché già nel 1571 Paolo Almerico risiede a La Rotonda. Dopo la sua morte, la villa passa al figlio naturale Virginio Almerico, che la venderà ad Odorico Capra nel 1591.
Dal 1911 la villa è proprietà dalla famiglia Valmarana di Venezia .

Delle oltre 20 ville illustrate da Palladio, solo la Rotonda e la Trissino di Meledo (che non fu mai realizzata) hanno la volta a cupola e la medesima pianta – con sala centrale in forma circolare, inscritta in un quadrato, 4 facciate uguali con pronai e scalinate, 6 colonne di ordine ionico e all’interno disposizione delle camere attorno al salone.

Andrea Palladio realizza in questo progetto la trasposizione di un concetto sacrale in una fabbrica civile, adottando una pianta già diffusa nell’architettura sacra di ‘400 e ‘500 (come il Tempietto di S. Pietro in Montorio, a Roma) e frutto dei suoi documentati studi di archeologia: uno dei riferimenti, sottolineato da critici e storici, è al tempio romano con pianta centrale.

La peculiarità del sito, il tipo di committenza e le meditazioni sull’arte antica confluiscono nella felice opportunità per Palladio di realizzare un’idea da tempo coltivata, quella della villa-tempio.
Proporzioni raffinate e risolte, frutto di calcoli nei quali tout se tient, accolgono chi visita la Rotonda: il risultato è un’emozione che tocca lo spirito.

Eppure anche La Rotonda è stata concepita per essere in rapporto con la realtà rurale, come voleva la pratica del tempo. La villa non è separata da barriere, giardini chiusi o sistemi di siepi ma domina serenamente uno spazio di campi coltivati: ai suoi piedi si trovano le barchesse costruite da Vincenzo Scamozzi tra il 1580 e il 1591 e destinate all’alloggio per i contadini, vicino alle stalle e ai granai.

Come Palladio stesso sottolinea nei Quattro Libri, gli edifici devono essere concepiti in modo che le stanze sfruttino al meglio l’esposizione alla luce e ai panorami circostanti, favorendo un facile accesso per chi li abita, con volumi ampi ma armoniosi, la possibilità di proteggere l’intimità di chi vi abita ma anche l’indipendenza degli ospiti.

La villa ha conosciuto diverse modifiche nel tempo. Il terzo piano è stato trasformato e suddiviso dal Muttoni tra il 1725 e il ’40. Fino alla metà del ‘700 lo spazio del sottotetto infatti non era abitabile e si poteva percorrere in tutto lo sviluppo, come in una passeggiata.

La decorazione de La Rotonda inizia invece già alla fine del 500, quando alcuni scultori furono incaricati di realizzare le statue dei poggi e in seguito degli acroteri. Tra essi Lorenzo Rubini, citato dallo stesso Palladio nel sua opera.
Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, su commissione di Almerico Capra, vengono realizzati gli affreschi e gli stucchi interni nella cupola, nelle quattro sale d’angolo e nei camerini. Le stanze maggiori vengono ornate con grandi camini in marmo, con magnifiche cappe in stucco ornate da varie decorazioni. I pavimenti sono in pregiato ‘battuto veneziano’, uno stucco a base di cocciopesto, calce e graniglia di marmi colorati. In altre sale il pavimento è a mattonelle esagonali.

Le ultime decorazioni risalgono agli inizi del ‘700, quando il pittore francese Louis Dorigny esegue gli affreschi della sala e dei corridoi, in occasione del matrimonio di Marzio e Cecilia Capra.
Per quanto riguarda il presente, la famiglia Valmarana effettua costanti lavori di restauro e mantenimento dal 1976 .

La villa è aperta al pubblico dal 1980 (anno palladiano – 400° della morte) e dal 1986 anche all’interno

.”Testo tratto dal sito ufficiale di Villa Rotonda.”

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Dolomiti- Patrimonio mondiale

Formatesi 200 millioni di anni fa dal mare primordiale, oggi si innalzano nel cielo fino a 3.000 m. Il loro nome deriva da Déodat de Dolomieu (1750 – 1801) che ne determinò e definì la particolare composizione della roccia. Ora sono Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Una scenografia per gli sport invernali che non potrebbe essere più suggestiva. Le Dolomiti offrono paesaggi e conformazioni grandemente variegati, realtà che i Parchi Naturali esprimono in tutto il loro splendore. Magia dopo magia, emozione dopo emozione.

Non erano certo molti gli avventurosi temerari che per primi si avventurarono, rapiti dal fascino di queste montagne, a lanciarsi su semplici tavole di legno lungo i pendii innevati delle Dolomiti. Pochi anni dopo, con la fondazione nel 1903 dello Sci Club Cortina D’Ampezzo e con la prima gara di sci nel 1905 all’Alpe di Siusi, si gettarono le basi per lo sviluppo del turismo e dello sport tra le valli dolomitiche. E da li il passo fu breve: dal primo giro del Sella…….durato ben due giorni del giovane meranese Peter Böttl nel 1912, al turismo invernale internazionale nelle eleganti Cortina d’Ampezzo, Corvara e Selva Gardena degli anni trenta. Ma gli esempi dell’ottimismo e dell’apertura mentale che caratterizzano queste valli sono davvero tanti; come il leggendario Cesco Kostner di Corvara, che nel 1933 vinse il “Gigantissimo” della Marmolada e nel 1934 fondò la prima scuola di sci a Corvara. Per noi nessuna montagna è troppo alta, nessuna impresa troppo ardua. Già nel 1956 Cortina D’Ampezzo fu la generosa ospite dei Giochi Olimpici Invernali e con questo evento attirò l’attenzione dei media internazionali, che ne fecero l’esclusiva destinazione turistica che è ancora oggi.

I 10 alberghi esistenti nel 1900 a Selva che ospitavano prevalentemente inglesi ed austriaci ebbero uno sviluppo impressionante. Gli impianti di risalita passarono dalla prima seggiovia, costruita da Erich Kostner con addirittura i piloni in legno, allo sviluppo su larga scala negli anni ’50 – ’60. L’intuizione geniale dei vantaggi che avrebbe portato un associazionismo turistico tra diverse località portò nel 1974 all’inaugurazione del primo comprensorio sciistico delle „grandes dames“ Cortina D’Ampezzo, Plan de Corones , Alta Badia e  Val Gardena che erano raggiungibili con un unico skipass e alle quali si sarebbero aggiunte poi anche Arabba e Val di Fassa , portando a sei il numero delle valli. Oggi il Dolomiti Superski riunisce ben 12 comprensori sciistici per un totale di 1.200 km di piste perfettamente innevate e 450 impianti di risalita moderni. Una storia di successi senza precedenti!

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Carnevale di Venezia 11-28 febbraio 2017

 

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Conto alla rovescia per l’edizione 2017 del carnevale di Venezia, uno dei più attesi appuntamenti veneziano, che, dall’ 11 al 28 febbraio, animeranno l’intero territorio di Venezia, terraferma inclusi: più di 150 eventi per i bambini, Adolescenti, glamour amanti e i costumi dei fan.

Creatum Vanità AF-Fiera, o la fiera della vanità e la bellezza, il titolo dell’evento che vuole festeggiare lo splendore della città e il desiderio di apparire.

Domenica 19 febbraio l’emozionante volo dell’Angelo del Carnevale apre ufficialmente i festeggiamenti del Carnevale in Piazza San Marco.

Accolta nell’affollato parterre dai gruppi delle rievocazioni storiche in costume, scioglierà la tensione dello svolo nell’abbraccio del Doge e del pubblico, elettrizzato dallo spettacolo scenografico che celebra sempre, anche sui network nazionali e internazionali, il Carnevale di Venezia. 

Il volo dell’Angelo celebra in grande stile l’apertura ufficiale della manifestazione.

Clicca qui per scaricare il programma

La basilica di San Marco sulle monete da 2 euro

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Il primo nuovo conio del 2017 dedicato a Venezia.
Una moneta da due euro per celebrare i 400 anni dalla fine dei lavori di costruzione di una delle chiese più famose al mondo. Realizzata per la Zecca dello Stato da Luciana De Simoni sarà il primo conio numismatico della raccolta 2017 del ministero dell’Economia.
Fra qualche giorno, infatti, la Zecca emetterà una nuova moneta da 2 euro, commemorativa del 400esimo anniversario del completamento della Basilica di San Marco.
La moneta raffigurerà la facciata principale della Basilica, in esergo compariranno le date 1617 e 2017, rispettivamente l’anno di completamento della chiesa e l’anno di emissione del conio, mentre in basso comparirà la scritta “San Marco”. Sulla destra, le iniziali dell’autore, LDS, ossia Luciana De Simoni.
In alto, invece, “Venezia” e “R”, l’identificativo della Zecca di Roma.

Venezia diventa così la prima città ad essere raffigurata sui 2 euro. Fino ad adesso la moneta era stata dedicata ai grandi personaggi ed avvenimenti, le Olimpiadi invernali di Torino, Bocaccio, Cavour.
Il 3 febbraio al World Money Fair di Berlino (uno tra i più importanti appuntamenti numismatici al mondo) la nuova moneta verrà presentata insieme a un cofanetto per collezionisti realizzato sempre dalla Zecca.

Un Delfino nella laguna di Venezia

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Un delfino in laguna non è una novità eccezionale, ma che rimanga a nuotarci apparentemente tranquillo per un intero pomeriggio in zona trafficata non è certo normale!

Preoccupati per la sua sicurezza, dato che la zona in cui si trovava fra l’isola della Certosa e S. Elena è una delle più trafficate, è stato  seguito con la collaborazione dei Vigili del Fuoco e la Guardia Costiera che facevano rallentare le imbarcazioni.

All’imbrunire Luca Mizzan, il responsabile del #MSNVenezia, biologo marino, è rimasto solo con il delfino e, sempre attento a non disturbarlo, lo ha accompagnato  fino quasi alla bocca di porto.
Respirava regolarmente con immersioni compatibili con un comportamento di caccia. Poi è sparito…

Si sperava fosse tornato in mare… ma stamattina è ricomparso in bacino S.Marco. Sembra tranquillo, speriamo stia bene.

Forse ci stiamo preoccupando più di quanto lo faccia lui…. speriamo sia così!

Ma il biologo e lo staff continuerà  a seguirlo… senza stressarlo!

10 APRILE 2016 : SU e ZO per i PONTI di VENEZIA

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La “Su e Zo per i Ponti di Venezia” è una passeggiata a Venezia che coinvolge tutti i partecipanti – giovani e meno giovani, famiglie, scuole, gruppi sportivi e non – in una camminata attraverso le calli della città, uniti dall’idea di stare insieme in amicizia e solidarietà. Fin dalle origini ogni eventuale utile è devoluto in beneficenza.
Per l’edizione 2016 la Su e Zo per i Ponti si impegna a sostenere la missione Salesiana di Damasco in Siria, una presenza salesiana significativa in una nazione da 5 anni tormentata dalla guerra civile. La realtà salesiana di Damasco rappresenta una delle 18 case dell’Ispettoria Salesiana Medio Oriente che, oltre alla Siria, comprende anche Israele Terra Santa, Egitto, Libano, Iran e Turchia. 
La partecipazione a questa marcia è sempre stata molto numerosa in tutte le sue edizioni: da un minimo di 1.750 alla prima edizione, ad un massimo di 19.250 adesioni alla settima  edizione.
Lo spirito aggregativo che unisce le diverse tipologie di partecipanti (singoli, gruppi, famiglie, scolaresche, giovani, anziani…) è da sempre il motivo ispiratore della manifestazione, che intende incentivare la partecipazione in gruppi evidenziando in particolare il protagonismo giovanile.
Tipica presenza è quella dei gruppi folkloristici.
Dopo oltre trent’anni, pur mantenendo intatto lo spirito delle origini, la Su e Zo continua ad essere ancora oggi una giornata di festa e di allegria che si rinnova anno dopo anno. Vi prendono parte mediamente tra i 10.000 e i 12.000 partecipanti, oltre naturalmente ai 500 volontari che prestano servizio ai ristori e lungo i percorsi.
Il Comune di Venezia annovera ormai la “Su e Zo per i Ponti” tra gli eventi di massimo rilievo che caratterizzano ogni anno il fitto programma di manifestazioni veneziane, alla pari di Feste tradizionali, quali la Festa del Redentore. la Regata Storica, il Carnevale di Venezia, la Venice Marathon.
Enti Pubblici, aziende private, realtà produttive e istituti bancari con il loro contributo hanno permesso alla manifestazione di crescere e di diventare uno degli appuntamenti annuali di maggior richiamo nella città lagunare.

Per altre informazioni : http://www.suezo.it/it/